Il copista Il copista

Il copista

Letteratura italiana

Editore

Casa editrice

In un freddo e nebbioso venerdì di ottobre, Francesco Petrarca si sveglia afflitto da dolori allo stomaco. Il cantore di Laura è intento a scrivere una canzone destinata a confluire nel libro delle rime. Tuttavia, la composizione si trasforma ben presto nella personale e tormentata via crucis di un uomo ormai invecchiato e logorato dalle perdite della sua vita. La morte del figlio Giovanni e del nipotino Francesco, portati via dalla peste (come prima la stessa Laura), e poi la fuga del giovane copista Giovanni Malpaghini lo lasciano sempre più solo nella casa di Padova, con l’unica compagnia della serva Francescona. Così, a mano a mano che i versi prendono forma, Petrarca si rivela una persona inquieta e contraddittoria, che ha perdutola fede fino ad essere incapace di credere alla sopravvivenza dell’anima. Con una narrazione malinconica e a tratti impietosa, Marco Santagata trasforma in romanzo la fantasia di una giornata di Petrarca, di cui restituisce un ritratto profondamente umano.


Recensione della Redazione QLibri

 
Il copista 2020-05-19 16:28:32 archeomari
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
archeomari Opinione inserita da archeomari    19 Mag, 2020
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

L’ULTIMA ISPIRAZIONE

“Che perisse ogni sua speranza. Che se ne stesse solo con la sua gloria, a scrivere per i morti. Avrebbe avuto i suoi posteri, sì, il destino non poteva o non voleva impedirlo: li avrebbe avuti, per secoli. Posterità! Una catena che rotola sulla carrucola: ciascun anello appare per pochi istanti alla luce e subito risprofonda nel buio del pozzo. I posteri non sono che una illusione, lampi che si accendono muti nell’oscurità della storia” (p.99-100).

Un racconto lungo su cui Marco Santagata, nome arcinoto tra gli studiosi di Dante e Petrarca, è tornato più volte per apporre modifiche e varianti: nel 2000 e poi nel 2007 questo libro era stato edito dalla casa editrice palermitana Sellerio. Quest’anno “Il copista” è riedito in versione definitiva da Guanda.
Il protagonista è un Petrarca ormai anziano, amareggiato e ferito dai terribili lutti che lo hanno colpito e tormentato dagli acciacchi dell’età, specialmente dall’ulcera allo stomaco (e l’autore indugia, soprattutto nelle prime pagine, nel descrivere con pochi chiari tratti i particolari del decadimento fisico del poeta).
La perdita del caro figlio Giovanni e del nipote Francesco, periti per mano della peste del ‘61, per non parlare di quella dell’amata Laura, morta tempo addietro anch’essa per la pestilenza, nel 1348, hanno segnato per sempre la vita del sommo. L’evento recente che però lo tormenta forse più di tutti è l’abbandono dell’amato copista: Giovanni Malpaghini, detto anche Giovanni da Ravenna.
Sappiamo infatti che, nella realtà, questo giovane aveva copiato per lui numerosi componimenti del celebre Canzoniere e delle epistole Ad familiares, però ad un certo punto si era rifiutato di proseguire nel lavoro ed aveva abbandonato Petrarca che lo aveva amato quanto un figlio suo.
In questo libro Santagata immagina le motivazioni (inventate, lo dice nella postfazione) dell’allontanamento del giovane.
Santagata immagina un venerdì degli ultimi istanti di vita del poeta fiorentino, in una giornata uggiosa nella triste città di Padova, in cui preso dai ricordi e dalle recenti vicissitudini della sua vita, riesce a concludere una canzone che aveva promesso all’amico Giovanni Boccaccio: la canzone numero 323 del De Rerum Vulgarium Fragmenta, ossia il Canzoniere. Tale componimento è un tributo all’amico dal momento che contiene chiari riferimenti al Decameron, in particolare alle novella di Nastagio degli Onesti ( “la repente tempesta oriental...” è la peste del 1348 di origine asiatica, i cani da caccia che inseguono una fiera dal volto di donna).

Il Petrarca che conosciamo in queste pagine è un uomo distrutto, ancora tormentato dal dissidio interiore tra il desiderio di una spiritualità intima e consolatoria e quello della gloria e del suo ricordo presso i posteri.
Anche se all’epoca in cui era morta, Laura era diventata una “botte da vino” (p.59). ingrossata ed invecchiata dalle troppe gravidanze, continuerà ancora ad ispirare Petrarca, perché il ricordo della sua bellezza rimarrà intatto del suo cuore e nella sua memoria.
“Laura era giovane e bella. Non importava che in quell’aprile lontano fosse morta una donna obesa e invecchiata. Era giovane, perché con lei morivano tutti i giovani. Anzi, tutti gli uomini. Anche i vecchi muoiono giovani rispetto all’eternità. Giovani e belli, perché la vita, unico bene che possediamo, è bella” (pag. 111).

Ed ecco la penna del Santagata ritrarre quei tormentati momenti, riprodurre quei nessi “tra biografia ed ispirazione” di un uomo solo ed abbandonato, ormai stanco nel corpo e nello spirito, stanco di credere nell’al di là, che trova ancora dei fulminei barlumi di autentico slancio artistico per terminare la sua canzone dedicata a Laura.




Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Il Canzoniere di Petrarca
Trovi utile questa opinione? 
120
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0  (1)
Contenuto 
 
4.0  (1)
Piacevolezza 
 
4.0  (1)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Il copista 2020-06-01 14:31:55 Giulian
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Giulian Opinione inserita da Giulian    01 Giugno, 2020
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Una normale, misera ma ispirata, giornata del poet

Con la consueta precisione storico-filologica e con grande verosimiglianza, Santagata ricostruisce una normale giornata (il 13 ottobre 1368) dell’ormai anziano Francesco Petrarca, in quel di Padova, mentre ispirato compone la canzone “Standomi un giorno solo a la fenestra” (n. CCCXXIII del Canzoniere, dedicata alla morte di Laura, ricca di allegorie che Santagata ha avuto modo di analizzare in alcuni saggi). Ma niente di complicato: il racconto non mira a fornire un erudito commentario alla poesia, bensì a fare un ritratto realistico dell’uomo Francesco, in tutta la sua fragilità ed imperfezione. Ne esce l’immagine dissacrante di un vecchio lamentoso e insolente, che rutta, scorreggia, defeca, perde orina, puzza di sudore e di piscio, sputa semi d’uva sul pavimento, parla con la bocca piena di cibo, alza il gomito e maltratta la governante con cui divide un freddo e umido appartamento. Lui stesso conosce bene la distanza fra questa misera realtà e l’immagine pubblica di poeta laureato, come anche quella fra la sacra effigie di Laura celebrata nei suoi scritti e il volgare ricordo della donna, una “matrona sfiancata dalle gravidanze” con una “pancia gonfia che neppure si distingue dalle tette”. Appunto questa sua consapevolezza, unita a forti sentimenti di solitudine e all’angoscia per la perdita del figlio e di un amato nipote, lo rendono una persona concreta alla quale ci sentiamo empaticamente vicini.
Il testo, abbastanza breve, si legge con piacere, anche sapendo che ogni riferimento storico e letterario è assolutamente fondato e filologicamente aggiornato.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
90
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Echi in tempesta. L'Attraversaspecchi
Valutazione Utenti
 
4.8 (1)
Il borghese Pellegrino
Valutazione Redazione QLibri
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il dolce domani
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La congregazione
Valutazione Redazione QLibri
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La strada di casa
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
4.5 (2)
Questa tempesta
Valutazione Redazione QLibri
 
2.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Giura
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
L'enigma della camera 622
Valutazione Utenti
 
3.8 (2)
La nostra folle, furiosa città
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Le imperfette
Valutazione Utenti
 
5.0 (1)
Kaddish.com
Valutazione Redazione QLibri
 
2.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Fiore di roccia
Valutazione Redazione QLibri
 
4.5
Valutazione Utenti
 
4.6 (3)

Altri contenuti interessanti su QLibri