Povera gente Povera gente

Povera gente

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Opera prima del grande narratore russo, Povera gente è un romanzo epistolare, che ha segnato l’inizio della carriera di Dostoevskij e ne ha reso subito celebre il nome. Due giovani si scrivono, si raccontano le loro piccole vicende quotidiane, le loro speranze, i loro sogni. Nasce così un amore che potrebbe aprire a entrambi la via della felicità, ma la loro miseria è tale che la ragazza deciderà di sposare un uomo non più giovane ma ricco, nella folle speranza di poter aiutare il suo infelice amico. Romanzo d’esordio in cui Dostoevskij esalta la potenza creatrice dei contrasti, della lotta eterna fra tenebra e luce, scoprendo negli strati più bassi della società, della vita, una bellezza nuova e misteriosa, una verità profonda ed eterna.



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Povera gente 2020-05-12 16:02:10 Kvothe
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Kvothe Opinione inserita da Kvothe    12 Mag, 2020
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Repetita colomba, Repetita colombella

Povera gente è il romanzo da cui son partito per iniziare a conoscere questo autore. E' poco conosciuto e scartato ma anche se a confronto con le altre opere viene oscurato, secondo me è un libro che va letto perchè molto bello e delicato. Mi ha stupito e se all'inizio ero un po’ stranito, sia dal tema trattato sia dalla tipologia di romanzo dopo ne sono stato conquistato. E’ molto breve ma pregno di spunti geniali. E’ fluido e le pagine scorrono una dietro l’altra appassionatamente. E’ struggente e tra colombe e colombelle sono volato anche io tra le braccia di un amore senza speranza, senza seguito e con solo parole dolci, -le uniche permesse-a rischiarare l’intera vicenda. E’ un bellissimo romanzo d’esordio, è molto dolce e con uno stile inaspettato. Qui è un po’ lontano dal suo stile ma è un modo affascinante e romantico per vedere le trasformazioni dell’autore. Dall’inizio alla fine è dura andare avanti solamente con un autore andando a scovare tutte le sue opere (anche racconti) ma consente uno sguardo più approfondito (e se così si può dire), intimo. Ne si avverte il potenziale e ne si avverte il percorso. La crescita, i temi a lui cari nel tempo si formano e si fomentano da soli tramite il cuore, la vista, la pelle e la mente. Si scrive per sfogarsi molte volte, si affronta un tema in maniera ossessiva per scovarne il segreto e per raggiungere la piena verità. Si deve letteralmente marcire per capire il nocciolo e per potersi illuminare e dare la propria verità. E’ stato un piacevole inizio che poi nel tempo ho continuato e mi ha permesso veramente di entrare in sintonia con questo autore. Ancora non ho finito con lui, ancora ho molto da scrivere e pensare grazie a lui. Son contento di aver iniziato dal principio.

Consigliato sia come un buon inizio leggero per un autore così complesso e corposo sia perché è un ottimo libro sull’amore e non solo. Le lettere ormai sono scomparse, ormai tutto rapido e tutto è più semplice in determinati contesti. Rivivere questa storia con gli occhi di un tempo, dove sopravvivere era veramente arduo è affascinante. Contare l’uno sull’altra era fondamentale, avere un appiglio, un amico, un qualcuno di cui fidarsi non era semplice e forse per certe classi sociali era l’unico modo per non diventare pazzi o per passare l’esistenza un po’ più arricchita, un po’ meno soli in quel mondo nuovo ma ancora così letale e decadente. Consigliatissimo.

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Povera gente 2015-08-16 14:00:11 sonia fascendini
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sonia fascendini Opinione inserita da sonia fascendini    16 Agosto, 2015
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Ti vorrei tanto amar

Questa è una storia d'amore. Un'opera di un giovane sconosciuto, che lo ha portato subito all'attenzione della critica. Il caso vuole che questo giovane si chiami Dostoevskij e già qui dia sfogo alla sua abilità nel destreggiarsi tra le parole.
Non cerchiamo dentro questo volume un racconto che tratteggi le tinte più tendenti al rosa dell'amore. Come ci si può aspettare da quello che diventerà uno dei più grandi scrittori russi, in questa storia ci sono soprattutto i colori più forti di questo nobile sentimento. C'è il desiderio di far felice l'altro a costo di qualsiasi sacrificio. C'è lo strazio di non avere sufficienti energie economiche per impedire che l'altro soffra la fame, il freddo. Troviamo la gioia nel sottoporsi ad ogni mortificazione fisica o umiliazione, pur di vedere un sorriso nell'altro.Infine scoviamo il pudore di confessare i propri reali sentimenti, nascondendoli dietro all'amicizia, alla simpatia.
Scritto sotto forma epstolare il racconto ci descrive la vita di due amici/innamorati che vivono in due appartamenti uno di fronte all'altro.Le malelingue parlano e così è più semplice scriversi piuttosto che attraversare spesso il cortile per vedersi di persona. Lei giovane, orfana e assediata da ricchi corteggiatori; lui con parecchi anni in più, un modesto lavoro da copista e una possibilità economica al limite della miseria. I due ci raccontano le loro giornate, facendoci intravedere la drammatica povertà delle zone popolari della Pietroburgo di inizio ottocento. Non mancano note positive, come inaspettate dimostrazioni di solidarietà. A queste però fanno da contraltare personaggi all'apparenza "per bene", ma nella realtà aprofittatori oltre ogni immaginazione. Come spesso accade c'è molta più nobiltà dietro ad un collo sdrucito e a scarpe che perdono le suole, che dietro a merletti e scarpette di raso col tacco.
Buoni e cattivi sentimenti, materiale su cui riflettere, scorci storici e bella scrittura. In poco più di cento pagine troviamo tutto o quasi quello che vorremmo scovare dento un romanzo.

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