Narrativa straniera Classici Una storia comune
 

Una storia comune Una storia comune

Una storia comune

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Una storia comune è il primo romanzo di Goncarov. Racconta le delusioni e la sconfitta di un giovane romantico, idealista all'eccesso, che dalla provincia russa arriva a San Pietroburgo dove si scontra con la figura di uno zio interessato esclusivamente alla carriera e alla ricchezza. Un modello di vita cui alla fine si adeguerà. Il romanzo, che precede di dodici anni il più famoso Oblomov, uscì a puntate nel 1847 sulla rivista «Il contemporaneo».



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Una storia comune 2019-01-18 12:27:34 CRISTIANO RIBICHESU
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CRISTIANO RIBICHESU Opinione inserita da CRISTIANO RIBICHESU    18 Gennaio, 2019
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Delicato gioiello

Una periodica attrazione verso i classici russi ha stimolato la lettura di questo romanzo scritto a metà dell’ottocento da un autore che non è spesso menzionato ma che merita un posto di riguardo accanto ai suoi compatrioti più osannati. A quanto pare si tratta del primo di una trilogia – già allora erano in voga – di cui fa parte il più famoso “Oblomov”. La purezza e il romanticismo della narrazione ricordano quelle che caratterizzano i romanzi di Puskin. L’introspezione e l’analisi dei sentimenti, lo scandagliare nel profondo della coscienza umana, rammentano gli scritti più complessi di Dostoevskij. Il giovane Aleksandr Fjodoryc, pieno di speranze, con il cuore ricolmo di gioia e amore per il prossimo, in giovane età, saluta la tranquilla cittadina rurale in cui è nato per stabilirsi a Pietroburgo. Il fratello del defunto padre lo accoglie poco amorevolmente e gli schiude le porte di un mondo ben diverso da quello che si aspettava di conoscere.
L’amore, l’amicizia, le aspirazioni, ogni sentimento del giovane Aleksandr subirà dolorosi assalti ai quali non saprà opporre la resistenza necessaria. Goncarov era capace di descrivere i mutamenti dell’animo con accortezza. Il breve giudizio di Tolstoj, evidenziato in copertina, gli rende omaggio. Molto di ciò che corrompe la mente del protagonista, è riconducibile a periodi contemporanei, sebbene meno travolgenti siano le passioni nei giorni nostri.

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Una storia comune 2018-02-06 18:32:49 Alessandro Dose
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Opinione inserita da Alessandro Dose    06 Febbraio, 2018

"Una delizia, leggetelo tutti"

"Una delizia, leggetelo tutti": con queste parole Lev Tolstoj definisce l'opera. E dopo averla conclusa, è impossibile non suggerire a tutti gli altri di leggerla.
Non ripeterò la trama nei dettagli ma soltanto ne accennerò brevemente: un ragazzo sognatore e idealista decide di separarsi dalla madre abbandonando la tranquilla vita di campagna per affrontare la dura vita di Pietroburgo; ad "accoglierlo" c'è lo zio, Pjotr Ivanovic, uomo pragmatico e d'esperienza, che bada al sodo e non si fa catturare da "sciocchezze" quali amore e amicizia, badando solamente agli affari e alla sua stabilità economica. Il giovane Aleksandr vive diverse avventure avventure d'amore che incidono profondamente nel suo animo sconvolgendolo più volte: dopo numerosi accadimenti e mutamenti il ragazzo decide di tornare in campagna ma ... (non rivelo il finale).

L'aspetto che desidero analizzare consiste innanzitutto nel rapporto fra i personaggi. La mamma del giovane Aleksandr Aduev è una donna tanto premurosa e affezionata al proprio figlio che quando costui decide di abbandonare i luoghi natii si dispera enormemente. Da questo punto di vista lo scrittore descrive in maniera impeccabile i caratteri dei propri personaggi concentrandosi quasi esclusivamente sulle sezioni dialogiche, che prevalgono su quelle narrative e descrittive.
Il soggiorno pietroburghese del giovane è ricco di spunti di riflessione, in primis il rapporto con lo zio Pjotr. Questi infatti è un uomo dedito soltanto agli affari e agli aspetti materiali della vita e rigetta in toto il mare di emozioni che il giovane tenta di mostrare in ogni occasione. Aleksandr nutre un affetto sincero nei confronto dello zio, mentre costui non sembra preoccuparsi più di tanto del nipote, anche se lo soccorrerà ogni volta che ne avrà bisogno. Sono notevoli dal punto di vista stilistico ma anche contenutistico (anche se talvolta i temi sono sempre gli stessi) i discorsi che intercorrono fra il giovane e lo zio: evidenziano infatti la distanza fra il mondo poetico e romantico dell'uno e la concezione realista e affarista dell'altro. Un personaggio chiave è rappresentato dalla giovane moglie di Pjotr, Lizaveta Aleksandrovna: ella infatti intrattiene dei rapporti privilegiati con il ragazzo tentando con amore di indirizzarlo lungo la sua via e assecondandolo quando necessario, mentre con il marito i rapporti restano di difficile lettura.
Aleksandr vive a Pietroburgo molte avventure, grazie alle quali le sue illusioni giovanili vengono poco a poco a svanire: i suoi tre amori sono completamente uno diverso dall'altro, eppure intervengono notevolmente nel suo percorso di crescita. Costituisce un punto di riflessione il mutamento che avviene nell'animo di Aleksandr, costantemente accompagnato dalla maestria di Goncarov.
Certi dialoghi, certe riflessioni, certe immagini conferiscono a questa opera un significato immenso, che permette di consacrare Goncarov accanto ai grandi della letteratura russa.
Il libro mi ha colpito per la sua scorrevolezza (che tra l'altro contraddistingue anche l'altro capolavoro dello scrittore, "Oblomov", un libro che ho amato fino in fondo) e per l'abilità da parte di Goncarov di immaginare delle scene molto realistiche e davvero indimenticabili.
Il mio suggerimento è di leggerlo e apprezzare in ogni singola pagina la capacità di Goncarov si soffermarsi su interrogativi di carattere estetico-morale con una piacevolezza da far invidia a tutti gli scrittori moderni.

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Oblomov e opere di Puskin
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Una storia comune 2016-08-10 19:37:08 68
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68 Opinione inserita da 68    10 Agosto, 2016
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Arte e vita, amore e tradimento, quale destino?


Può un ideale d' amore, una certezza insondabile, la fede nell' amicizia, una poesia del cuore, una semplice teoria estetica, appartenere al reale, o trattasi di pura invenzione, sogno, utopia, finzione letteraria, e dobbiamo arrenderci all' evidenza, ad una quotidianita' di certezze ripetute, alla freddezza di un sentimento sopito, in altre parole, al quieto vivere?
Aleksandr Aduev e' un giovane sognatore, ha sempre vissuto in campagna, ignaro dei piaceri e delle bellezze della vita, amato e viziato dalla adorata madre, fino a quando, ventenne, decide di partire alla volta di Pietroburgo, alla ricerca di una professione, di esperienze, forse di una moglie, e della maturità.
È un animo inquieto, aspirante poeta, intelligente, colto, ma privo di ingegno e talento, innamorato dell' idea dell' amore, sognatore, incline ad accogliere gioie, amicizie, avventure.
E' un cuore generoso, un teorico dell' essere, un esteta che si contrappone a qualsiasi bieco arrivismo e finalistica dissertazione.
Sara' ospite dello zio Pjotr, figura a lui antitetica, uomo d' affari che vive dell' empirismo del quotidiano, della solidità del guadagno, lontano ed allergico a qualsiasi manifestazione affettiva e teorica dissertazione di amore eterno, pensieri che allontana e rifugge, così estranei al proprio modus vivendi.
Al suo fianco la giovane e bellissima moglie Lizaveta, immagine diafana vestita di algida trascendenza, profonda conoscitrice delle inclinazioni umane, amica e confidente di Aleksandr che cercherà' di indirizzare ed assecondare nella ricerca di se' e di un senso dell' esistenza.
Il nostro vivra' di tensione psico-emotiva , in bilico tra essere ed apparire, sogno e realtà', arte e vita, amore e morte, in un tormento estetico di ardua risoluzione, in un vortice dell' animo che si addentra in percorsi labirintici per elevarsi a vette inimmaginabili o sprofondare in abissi insondabili.
Il suo esperire risente di una fanciullesca inclinazione all' assoluto, privo di quell' equilibrio psico-emotivo che solo l' esperienza e la maturità possono dare.
Al contrario Pjotr possiede la saggezza dell' esperienza, ha navigato nel mare della vita, mantenendosi in quel giusto mezzo che guida gioie e dolori, senza essere travolto dagli accadimenti.
Lizaveta, equilibrata ed empatica, fluttua tra i due personaggi, chiedendosi quale sia il senso di un matrimonio e di una quotidianita' che non sente appartenerle in profondità.
Da rapporto a due la narrazione diventa un ménage a trois con una circolarita' di ruoli e sentimenti che è caratteristica del romanzo.
È una trama scarna, essenziale, e la storia è funzionale ai personaggi ed ai caratteri da essa espressi e rappresentati. Memorabili i fitti dialoghi tra zio e nipote, dispute teoriche sul senso dell' esistenza che spesso sfociano in un nulla di fatto, intrise di sano umorismo e di quella commedia umana che è il marchio di fabbrica dell' autore.
Goncarov è un maestro nel delineare, attraverso i personaggi, il senso di un' esistenza, e tutti quei temi, amore, odio, realta', immaginario, gioia, speranza, dolore, costruiscono e costituiscono la completezza della storia.
Le sue opere vivono di teoriche dissertazioni, hanno un linguaggio essenziale, scarno, semplice, contrapposto alla complessita' ed al vortice di sentimenti dei protagonisti.
Aleksandr vivra' di alti e bassi, di partenze e ritorni, negherà se stesso per riappropriarsi di una identità perduta, vittima e carnefice di speranze disilluse, si avvicinerà a Pyotr per rifuggirne inorridito, accetterà una situazione di fatto dettata dall' esperienza e dalla maturità e quell' abbraccio consolatorio ed affettivo avrà un duplice significato, il raggiungimento di un senso o semplicemente l' arrendevolezza di una accettazione.
" Una storia comune " ( 1847 ) è la prima opera di Goncarov, inizialmente invisa in patria e con scarso successo per i temi trattati e la poca rilevanza data agli accadimenti socio-politici dell' epoca, virando su tematiche prettamente filosofico-relazionali-estetiche.
È un romanzo che eccede in retorica affabulatoria, in teorie estetiche che a tratti sconfinano nella prolissita' e ripetitivita', ma è apprezzabile per poetica, stile, vivacita'.
La narrazione ricorda Puskin e Gogol, ed anticiperà la commedia umana e quella caratterizzazione estrema magnificamente rappresentata in Oblomov e nell' oblomovismo, ovvero in una esistenza che nulla aveva da chiedere e nulla da dare, in una quiete e tranquillita' dell' animo che navigava in una noia protratta, ed in un destino segnato da una ineluttabile impassibilità.
Sono questi i temi e le peculiarità' che fanno di Goncarov un autore degno di nota e da inserire a ragione tra i grandi della letteratura russa.

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