Narrativa straniera Racconti Brevi interviste con uomini schifosi
 

Brevi interviste con uomini schifosi Brevi interviste con uomini schifosi

Brevi interviste con uomini schifosi

Letteratura straniera

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Come una creatura posseduta Wallace sente le voci e, da autentico sciamano, per esorcizzarle le risputa, ciascuna con il suo timbro inconfondibile, sulla pagina, usando la formula sarcastica dell'intervista. Sono le voci di un'America allucinata, che per non crepare si vomita addosso tutto il veleno possibile. Questi «uomini schifosi» sono iene che - vittime o carnefici - divorano il proprio fianco lacerato. Una galleria di tipi intimamente odiosi, laidi.



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Brevi interviste con uomini schifosi 2017-09-07 12:57:04 cosimociraci
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cosimociraci Opinione inserita da cosimociraci    07 Settembre, 2017
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Uomini psicopatici

"Palpebre chiuse uno schermo di pelle, onirodipinti attraversano l’oscurità colorata di Giorno. Stanotte, in una pausa non sfiorata dalle ali del tempo, lui viaggia a quanto pare all’indietro."

Credevo di aver letto autori di tutti i generi prima di imbattermi in David Foster Wallace. L'autore è in grado di passare da passaggi ordinati e poetici ad argomentazioni del tutto sconfusionate.
La serie di racconti sembra quasi una sperimentazione di stili diffenti. Alcuni passaggi sono molto veloci, ridondanti e prolissi da sfiorare un'incredula comicità.

Solo alcune interviste, in realtà, le ho trovate interessanti. "La persona depressa" a parer mio è il racconto scritto meglio. Forse la depressione, che ha portato alla morte l'autore, è il sentimento che meglio Wallace riesce ad esprimere.

Non sono d'accordo in pieno alla definizione di "schifosi". Johnny Moncherino lo è perché approfitta della sua menomazione per circuire le donne e portarle a letto. Badate bene che le impietosisce con la sua "malformazione". Sicuramente un atteggiamento discutibile, ma la focomelia è una malattia così brutale che non penso che aprioristicamente si possa pensare come affrontare la vita e quindi porre giudizi su coloro che la subiscono.

L'uomo sul punto di morte, soffre di una forte di depressione post parto rivolta verso l'uomo. Sicuramente in lui questo sentimento è amplificato da insicurezze varie. Più che "schifosi" direi "problematici".

Ad ogni modo, escludendo quei pochi racconti che hanno tenuta alta la mia attenzione, per il resto il libro non mi ha lasciato molto.

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Brevi interviste con uomini schifosi 2017-07-20 11:55:40 silvia t
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silvia t Opinione inserita da silvia t    20 Luglio, 2017
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Brevi interviste con uomini schifosi

Spunti banali per raccontare universi inesplorati, attimi di vita in cui è racchiuso il senso di un'intera esistenza.
Approcciarsi a Wallace non è facile, un lessico ricercato, variegato alla stregua dei temi trattati; un tentativo ben riuscito e all'apparenza spontaneo di rendere parola una sensazione, colorare le immagini mentali e portare il lettore a vivere quell'esperienza.
Come se Wallace avesse anticipato la realtà virtuale, si vive il racconto in soggettiva, anche se narrato in terza persona, anche se c'è un personaggio che parla di un altro personaggio, che non compare nel corpo del racconto.
Si vivono velocità opposte, attimi dilatati in eterno e eternità rinchiuse in un secondo, in una destabilizzazione che porta a vertigini senza fine, a sentire il testo, senza più comprenderlo; perché il piano narrativo perde di significato, è la forza della parola, il suono, la dolcezza che sono certa si perde in parte nella pur perfetta traduzione.
C'è un racconto fra i tanti intensi e taglienti che penetra nelle corde dell'animo e vi si attorciglia fino a stritolarlo: parla di un padre che sta morendo, il suo punto di vista nei confronti del figlio, un figlio che gli ha rubato la moglie, l'ha cambiata e della sua sofferenza per questo, del suo odio, taciuto, celato, ma non del tutto, verso questo usurpatore; un complesso d'Edipo visto dagli occhi del padre invece che del figlio.
Quell'attimo che strappa la vita sembra non concludersi, l'ansia, la voglia di giustizia, l'assurdità di un sentimento che non è poi così lontano dal comune sentire si condensa una matassa di emozioni che scavano in profondità toccando corde di cui il lettore ignorava l'esistenza.
In un percorso che ricorda Joyce per la sperimentazione e per la ricerca di uno stile che frantumi gli schemi e li renda quasi incomprensibili ad una logica ferrea, il libro nel suo insieme lascia una sensazione di disagio psichico alla sua conclusione, un senso di disgusto verso se stessi, il mondo, l'umanità; quasi Wallace fosse riuscito, senza avvalersi mai di un qualsivoglia giudizio morale a far emergere il lato più meschino e primordiale di tutti noi, come se la corteccia frontale fosse bypassata e l'istinto si liberasse e divenisse capace di sentire le sensazioni raccontate e di guardarsi in uno specchio.
Un'esperienza frammentata, che proietta la coscienza nel campo della meditazione più che della razionalità; è necessario fare uno sforzo per lasciarsi andare alle sensazioni, per guardare il singolo racconto, sentirlo e viverlo più che prenderne coscienza.
Non è una lettura semplice, né rilassante, ma senza dubbio intensa ed elettrizzante, dopo averla fatta si può affermare di aver vissuto un'altra vita!

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Brevi interviste con uomini schifosi 2014-04-18 08:22:40 Matteo
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Opinione inserita da Matteo    18 Aprile, 2014

Manifesto della decadenza psicologica

Brevi interviste con uomini schifosi è un libro che interpreta le paure più nascoste dell'uomo, ma lo fa con tono ironico, pungente e grottesco.tramite questa interpretazione di agonie e di paure ne esce fuori un quadro devastato degli uomini dell'America di fine 20 secolo. uomini che apparentemente sono normali ma al loro interno nascondono paure, ossessioni,agonie e malessere celato. wallace distrugge questa normalità esteriore svelando tutto lo schifo di un epoca decadente. questo libro è l'emblema dell'avanguardia avant pop, entra nella società, la descrive, la interpreta, l'analizza ma senza proporre cambiamenti positivi, non solo per offrire un quadro desolante, cinico e insensibile del mondo in cui viviamo.

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Consigliato a chi ha letto...
L'autore riprende molto dal postmodernismo quindi l'arcobaleno della gravità e underworld sono tappe consigliabili ma potete anche leggere il libro da subito .
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Brevi interviste con uomini schifosi 2013-02-03 20:20:43 antares8710
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antares8710 Opinione inserita da antares8710    03 Febbraio, 2013
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Esempio di avanguardia letteraria

Scritto nel 1999 da David Foster Wallace (tradotto in italiano da Fernanda Pivano), Brevi interviste con uomini schifosi è una raccolta di 23 racconti che raccontano un campionario di umanità assurdo e privo di morale, dove ogni forma di redenzione o di riscatto sembrano non esistere affatto. Sono uomini ai margini della società, che vivono la loro vita in modo laido e disgustoso: sono gli uomini schifosi del titolo.
C'è un racconto dedicato a un focomelico che sfrutta la sua menomazione per portarsi a letto le donne; un altro racconto narra invece della depressa sotto terapia di psicofarmaci che alla fine costringe al suicidio il suo terapista. Sono racconti ironi e buffi, tragici e malinconici, scritti con uno stile visionario e fantasioso, da uno degli scrittori più talentuosi della letteratura america, morto suicida nel 2008. La particolarità di questo libro, sta nel fatto che le storie vengono narrate sotto forma di intervista; ma si tratta di interviste particolari in quanto il lettore non conosce le domande che vengono poste ai protagonisti, ma sono le risposte che essi danno.
Il libro riesce ad esprimere in modo molto efficace il disagio e il malessere vissuto dall'uomo contemporaneo, attraverso una narrazione a volte un pò ostica, ma sicuramente molto evocativa.
Personalmente ho indicato questo libro come lettura consigliata, anche se mi rendo conto del fatto che non si tratta di un libro facile da leggere. E' un libro scritto da un esponente di un'avanguardia letteraria che si chiama "Avant Pop", e di conseguenza lo stile narrativo può dare qualche fastidio al lettore...

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