Narrativa straniera Classici Il gioco delle perle di vetro
 

Il gioco delle perle di vetro Il gioco delle perle di vetro

Il gioco delle perle di vetro

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Il gioco delle perle di vetro - spiega Hesse - è "una specie di linguaggio esoterico... capace di mettere in rapporto tra loro il contenuto e i risultati di quasi tutte le scienze". Ma questo gioco, fondamento spirituale dello stato perfetto di Castalia, è destinato a sparire per sempre.

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Il gioco delle perle di vetro 2016-04-03 13:15:16 siti
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siti Opinione inserita da siti    03 Aprile, 2016
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Buio e luce

Questo libro prova che le epoche storiche buie fanno emergere le menti eccelse sfidandole a dare risposta adeguata a ciò che menti degeneri resero triste realtà.
Negli anni bui del nazismo e della seconda guerra mondiale lo scritto è la geniale, profonda, ferma, monumentale nonché sublime voce di una mente illuminata che offre in dono il distillato della saggezza: “Chi sa che un giorno il buio non dilegui, /chi sa che un giorno il tempo non s’adegui,/e il Sole, nuovo Dio, non ci diriga,/ e doni dalle nostre mani esiga.”
È la dovuta presenza dell’intellettuale che non può tacere, non può subire ma soprattutto non deve dimenticare l’importanza del suo ruolo e allora “vecchio d’anni carico e canuto/da studi e riflessioni ora distilla/la tarda opera sua, nel cui tessuto/ come per giuoco la sapienza istilla”.
Ci rapisce subito, ci ammalia con un titolo che contiene in sé lemmi che attraggono, richiamando alla memoria la componente ludica che è alla base di ogni nostro sapere da che veniamo al mondo; ci strega aggiungendovi le perle vitree:cangianti e sonanti.
Utilizza la componente fantastica e crea un mondo parallelo: Castalia. Una provincia pedagogica organizzata in un Ordine e in scuole d’elite fondate sull’oggettività e sull’amore del vero, basate sullo studio e sul “Giuoco” :armonia, sintesi dei saperi, arte sui generis. Linguaggio musicale e insieme filosofico ed estetico resosi necessario per contrastare la decadenza culturale il cui apice fu raggiunto nel XX secolo quando l’arte fu al servizio del falso.
Il testo è complesso, corposo, intessuto di molteplici linguaggi; richiama conoscenze musicali, filosofiche, storiche, eppure è basato su un impianto narrativo originale - la parte più consistente è un saggio biografico sul Magister Ludi Josef Knecht – che permette di godere anche di una storia, una sorta di romanzo di formazione.
Ho molto apprezzato i temi trattati : vita contemplativa vs vita attiva, rapporto maestro-discepolo, l’ anelito alla pace, il canto della cultura umanistica, fra i tanti.
La lettura ha richiesto un tempo necessariamente diluito, anche solo poche pagine al giorno; è stata una sfida culturale, necessaria. Lo consiglio perché viviamo, purtroppo, tempi bui.

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La montagna incantata
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Il gioco delle perle di vetro 2014-09-29 15:35:20 Elisabetta.N
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    29 Settembre, 2014
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Il gioco

Non avevo mai letto niente di Herman Hesse, (sebbene abbia “Siddarha” ormai da anni nella mia libreria) e non sapevo proprio cosa aspettarmi da questa lettura.

Il gioco delle perle di vetro è un romanzo narrato sottoforma di testimonianza biografica della vita di Joseph Knecht, Magister musicae della Castalia.
Il romanzo viene diviso in tre parti: nella prima viene spiegata l’origine, la funzione e la storia del gioco delle perle, nella seconda troviamo la vita del protagonista Joseph Knecht e nella terza gli scritti da lui lasciati.
Le regole del gioco delle perle non vengono mai spiegate, ma ci viene fatto intuire che sono complesse e che soli pochi eletti possono saperle (non è quindi cosa da raccontare in una biografia). Il gioco consiste nel trovare associazioni tra cose diverse che, apparentemente, non hanno alcun legame.
Il romanzo, ambientato in un ipotetico futuro, ma privo, come invece mi aspettavo, di innovazioni tecnologiche, vuole esaltare la conoscenza intellettuale. A questo proposito Hesse crea la Castalia, una comunità eterea e utopistica dedita alla conoscenza intellettuale e isolata dal mondo esterno ma che però, viene influenzata comunque da esso.
Nel romanzo si evince una forte avversione per la guerra e anche per la storia in generale.
Un libro davvero molto complesso.

Lo stile non è immediato e ho dovuto prestare estrema attenzione alla lettura. Questo sicuramente ha influenzato il mio giudizio in quanto mi ha ricordato le letture obbligatorie che si dovevano fare a scuola e che, per quanto fossero capolavori, risultavano sempre e comunque sgradite agli studenti.

Il gioco delle perle di vetro è un libro ricco di pensieri e di riflessioni, è complesso e, per questo non credo che sia un libro alla portata di tutti (sicuramente, per il momento, non completamente alla mia portata), un po’ come la società utopistica della Castalia.

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Il gioco delle perle di vetro 2014-09-02 20:50:47 Rollo Tommasi
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Rollo Tommasi Opinione inserita da Rollo Tommasi    02 Settembre, 2014
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La provincia Castalia e il resto del mondo

“Probabilmente anche tu, come fa in giovinezza la maggior parte dei buoni giocatori, avrai la tendenza a servirti del nostro Giuoco come di una specie di strumento per filosofare. Le mie parole non basteranno per guarirti, ma ti dico lo stesso: filosofare si deve soltanto coi mezzi legittimi, coi mezzi della filosofia. Il nostro Giuoco invece non è né filosofia né religione, è una disciplina a sé e, per il suo carattere più che altro affine all'arte, un'arte sui generis”.

In un angolo imprecisato dell'Europa è più che mai attiva una comunità che fa del culto dello spirito il suo costante oggetto di studio (culto dello spirito e non della spiritualità, in quanto si tratta di una comunità profondamente laica, tanto da autodefinirsi come “provincia pedagogica”).
La Castalia – è questo il suo nome – ha una precisa organizzazione e gerarchia, e dodici branche dell'umana conoscenza costituiscono il suo nucleo fondante: al vertice di ciascuna di esse c'è una personalità somma (chiamata “magister”) che “amministra” quella particolare branca a beneficio di tutti i castalii.
Scopo di questa comunità, dunque, non è altro che rendere i propri membri – secondo le proprie attitudini e qualità – partecipi di una disciplinata e ambiziosa ricerca della parte più alta dell'animo umano.
Mentre, fuori, c'è pur sempre un mondo...

Nel 1943, mentre si assiste al drammatico frantumarsi del Terzo Reich nel corso della peggiore guerra che l'uomo ricordi, Hermann Hesse pubblica la storia di un Ordine immaginario ma pieno di fascino, raccontato attraverso la vita e l'opera di Josef Knecht.
Questo ragazzino trovatello – precoce nella capacità di autodisciplinare il proprio carattere e nel riconoscere e valutare le diverse individualità umane – si ritrova ben presto affascinato dal Giuoco delle perle di vetro – un misto di musica, meditazione e ricerca dell'armonia – che nella provincia di Castalia assurge a giuoco dei giuochi, e quindi ad una delle dodici branche del conoscere (se non la più importante, certamente quella più identificativa della comunità). Ad un'età che non è certo quella della saggezza, Josef si ritrova eletto dall'Ordine alla carica di “Magister ludi”: il punto più alto per un giocatore delle perle di vetro, un ruolo di riferimento per tutti gli altri. Da quel momento, conscio della responsabilità del suo ruolo, legittima con il suo ottimo comportamento quella scelta che non tutti avevano condiviso. Salvo, ad un certo punto della sua vita, assumere un'altra direzione, imprevedibile e per certi versi (e ancora una volta) “precoce”...

E' difficile raccontare o riassumere un libro singolare, pregno, caratterizzato da diversi livelli di lettura, come “Il giuoco delle perle di vetro”.
Se ne può dare solo un assaggio, dicendo che è uno di quei libri che si possono leggere e rileggere, tanti sono gli alti temi che vengono toccati (così come la possibilità di “riscoprire” parti che ad una lettura precedente erano passate quasi inosservate).
Di sicuro “Il giuoco delle perle di vetro” è un lavoro maturo, in certo qual modo ambizioso... Non sbaglia chi lo definisce come una sorta di punto d'arrivo, di testamento di Hermann Hesse.

“Ognuno di noi è soltanto un uomo, un tentativo, un incamminato. Ma bisogna essere incamminati verso la perfezione, in direzione del centro, non della periferia”.

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Il gioco delle perle di vetro 2013-10-27 16:09:36 Ettore
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Ettore Opinione inserita da Ettore    27 Ottobre, 2013
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Alla ricerca della perfezione

Romanzo grandioso, vasto affresco di un'epoca che non c'è mai stata, eppure ha la consistenza del reale, biografia di un uomo eccezionale, che a tratti dà a chi legge la sensazione di aver trovato l'anello che non tiene, di aver capito ciò che tutti vorrebbero capire.
Per questo l'ho letto più volte, a distanza di qualche anno, e ogni volta ho trovato temi e livelli di lettura differenti nelle varie parti e spesso nelle stesse pagine: la storia, del protagonista e di tanti altri, la meditazione, sul senso dell'esistenza, sulla ricerca del bello, l'aspirazione alla perfezione, il valore della scienza.
E soprattutto l'enigma del gioco. Il gioco affascinante di cui ogni lettore può dare un'interpretazione personale, legata alle proprie conoscenze, alle propria capacità di trovare relazioni tra argomenti differenti, ambiti lontani, fino a costruire un proprio quadro, o qualcosa di simile a una sinfonia, dove voci di strumenti diversi confluiscono a formare il tessuto musicale, che l'abilità del compositore può rendere splendido.
Difficile descriverlo, impossibile riassumerlo, bisogna provare.

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Narciso e Boccadoro, di H.Hesse
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Il gioco delle perle di vetro 2012-01-16 08:35:58 Sancara
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Sancara Opinione inserita da Sancara    16 Gennaio, 2012
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Un libro iniziatico, un capolavoro

Probabilmente è la maggior opera letteraria di Herman Hesse (assieme, a mio modestissimo avviso, a Narciso e Boccadoro). Scritta in un linguaggio non sempre semplice, può essere definitito un romanzo iniziatico dove emerge tutto il misticismo del miglior Hesse. Un percorso letterario che si sviluppa assieme alla strada persorsa da Josef Knecht: la via per la conoscenza e dell'insegnamento. Un libro da leggere con grande attenzione e con la consapevolezza che oltre alla storia, oltre ai personaggi e oltre al romanzo vi è un piano, quello del Gioco, che appartiene a tutti noi. In due parole: un capolavoro.

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Il gioco delle perle di vetro 2010-12-03 21:08:07 Jan
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Jan Opinione inserita da Jan    03 Dicembre, 2010
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Imparare a giocare.

Castalia è una terra fra le terre, un sogno albeggiato di cobalto, un paese che non è paese : qui, solo qui, risiede il Gioco.
Perle di vetro.
La Libertà è fatta di un materiale pallido, ma nobile perché fragile.
Che cos'è il Gioco?
Se lo chiede Josef Knecht, trovatello, bambino prodigio entrato nel territorio di Castalia quasi per fato.
E impara.
Anzi, impara ad imparare.
Il Gioco? Retorica, Dialettica, Musica, Meccanica delle Sfere e tanto tanto tanto ancora : insomma, la Libertà.
Ogni Magister che incontra Josef ne rimane stregato.
Egli è il predestinato.
Conosce le regole.
Gli scorrono nel sangue.
La legge è severa, ma sempre legge: chiunque abbandoni Castalia diventerà "come gli altri"...mortale.

Per questo motivo Knecht, raggiunto il grado più alto, quello di Magister Ludi, si deciderà a lasciare la pace.
Fra un Gioco e l'altro, in una notte passata ad ascoltare Purcell da un organo a mantice,il Magister Ludi deciderà di divenire mortale.
Di andare oltre.
Oltre.
Perché ci vuole un coraggio immortale per divenire mortale e morire fra le braccia di un lago.

Romanzo iniziatico ed altamente simbolico, Il Gioco delle Perle di Vetro rappresenta una delle più belle prove della grandezza del Genio.
Non chiedo di sposare la mia teoria: non sono Magister Ludi, sono solo un timido apprendista, parlare non mi è consentito.
Eppure scolpire il silenzio si può.
Anche il vento è Verità.
D'altronde la Verità non s'insegna.
Si vive.

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